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La prima descrizione della cappella del Purgatorio si rileva dagli atti della visita pastorale eseguita dal vescovo di Conversano monsignor Pietro Paolo Bonsi il 26 febbraio del 1643. Dal manoscritto è possibile risalire alla originaria architettura dell’edificio ed agli arredi sacri in esso custoditi. La cappella, costruita con volta a botte, presentava un piccolo campanile con campana. Al suo interno, sul lato sinistro dell’unico ingresso vi era il fonte dell’acqua benedetta e su quello destro un confessionale; tutt’intorno, addossati alle pareti, vi erano dei sedili in legno. L’unico altare in pietra, era provvisto di pietra sacra e vi si accedeva salendo tre gradini in pietra; su di esso era collocata l'icona della Santissima Trinità, della Beata Vergine, di San Gregorio e di Sant'Agata nella cui parte inferiore erano raffigurate le anime del Purgatorio. Inoltre, l’altare era dotato di una croce, della cartagloria, di quattro candelabri lignei, di due angeli dorati reggi-candelabro, di tre tovaglie, di un pallio di tela colorata, di un campanello, di una lampada

che si accendeva di sera nei giorni di sabato e di domenica e di tutti i paramenti sacri e le suppellettili liturgiche necessari per la celebrazione della messa. Sempre dalla Santa visita si apprende che la cappella era ancora retta dal canonico don Giovanni Maria lo Calzo e dal chierico Antonio Fasciardo e che non aveva alcun onere tranne l’officiatura di messe per le anime del Purgatorio celebrate a turno dai sacerdoti della Collegiata con i proventi delle elemosine. La chiesa era provvista di un sepolcro e, nell’occasione, il vescovo ordinò di chiuderlo con una lastra di pietra. Nella visita pastorale del 25 settembre 1645 il vescovo Bonsi non rilevò niente di nuovo rispetto a due anni prima, in quanto trovò tutto in ordine, e si limitò a chiedere ancora una volta di coprire il sepolcro con una lastra di pietra e di far realizzare una umbellam con il ricavato delle prime elemosine raccolte. Nel 1651 la chiesa fu sottoposta a nuova visita pastorale ancora da parte del vescovo Bonsi ed anche questa volta si fa una descrizione dell’edificio che non si discosta da quella riportata nel 1643; si precisa, inoltre, che il sepolcro ivi esistente era per uso comune.
La chiesa del Purgatorio, sin dalla sua fondazione, ebbe come introiti non solo le elemosine raccolte tra i benefattori, ma soprattutto i lasciti di varia natura che andavano via via ad arricchire dapprima le casse della cappella e, successivamente, quelle del Capitolo della Collegiata, tra i cui canonici venivano scelti gli amministratori della piccola chiesa. Una svolta decisiva nella situazione finanziaria della cappella si ebbe quando il canonico Onofrio Villaut decise di donarle in tempi diversi tutti i suoi beni. Situazione di incuria strutturale della chiesa fu rilevata nel 1859 quando, il vescovo di Conversano monsignor Mucedola, la interdisse fino a quando non fosse stata restaurata.


 
 

 
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