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PALAZZO SETTANNI

L'edificio è allocato in corrispondenza della giacitura del fossato, in corrispondenza del recinto delle antiche mura. Fa parte di quel gruppo di fabbriche che in età neoclassica, segnavano il confine delle nuove urbanizzazioni rispetto al centro antico. Rappresentano il primo passaggio della città antica all'età moderna, passaggio favorito dai decreti di Gioacchino Murat che consentono la demolizione delle mura urbane. Questo porta i centri storici, ad essere spesso caratterizzati da un anello stradale, corrispondente generalmente alle cinte murarie, sui cui lati, interno ed esterno, si affacciano numerosi edifici di stretta osservanza neoclassica. Gli edifici disposti sul lato esterno del perimetro, sono di "nuova" progettazione, espressione assai tipica della progettualità dell'età neoclassica in Terra di Bari; gli edifici disposti lungo il margine interno dell'anello, come il nostro, di neoclassico hanno solo il fronte o, in alcuni casi, i corpi di fabbrica che si affacciano sulla strada regolarizzando il fronte urbano.

Queste ultime fabbriche sono veri e propri campionari di stratificazioni, poichè inglobano anche brani della cinta muraria oltre agli edifici esistenti ai margini delle mura, perfino strade o vicoli la cui superficie viene edificata in occasione di tali trasformazioni. Palazzo Settanni appartiene a questo secondo gruppo di edifici. Dietro il prospetto neopalladiano e l'androne si apre un dedalo di scale e locali distribuito a quote differenti, alcuni dei quali conducono in spazi semiaperti che sembrano avere un interesse addirittura archeologico. L'analisi degli stati di rilevamento catastale indica alcune variazioni di consistenza attorno all'anno 1891 quando un accertamento rivela che l'abitazione ha anche il secondo piano e le soffitte. L'edificio pertanto deve essere stato completato in anni subito antecedenti, fra il 1875 e il 1891. Lo scalone centrale, mai completato, appare come un'aggiunta di poco posteriore seppure organicamente contenuto nello schema tipologico dell'edificio. Da una lettura attenta delle planimetrie del palazzo si evince una disomogeneità degli spazi, dovuta alla graduale crescita dell'immobile in seguito all'annessione di nuove proprietà.

La pianta del pianterreno e dei seminterrati mostra il cambio di allineamento tra il tessuto premoderno e quello di età neoclassica. Le murature dell'androne, prive di intonaco, mostrano due fatture diverse, così come differenti sono i materiali e la pezzatura. Anche la complessa tessitura delle volte è testimone di ricuciture di ambienti certamente non unitari. L'esame dei grafici in pianta del primo e del secondo piano evidenzia la rifusione di diversi corpi di fabbrica, costituiti probabilmente da vani singoli; questo appare evidente guardando la dissimetria delle fabbriche edificate o regolarizzate sul fronte ovest. I locali del primo piano sono veri e propri locali di rappresentanza: la volta a padiglione del grande salone che insiste sull'androne e si affaccia dalle finestre centrali, raggiunge l'altezza in chiave di 5,50 m, ed è decorato con dipinti a tempera. I locali del piano superiore, coperti quasi tutti con solai lignei, sono stati interessati da lavori di consolidamento e sostituzione di alcune loro porzioni. I lastrici solari e i sottotetti compongono un insieme articolato ma confuso, forse in seguito alle manutenzioni improprie a cui sono stati sottoposti.


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