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CHIESA  MATRICE

S. Maria della Colonna e S, Nicola

Nel 1059 il papa Niccolò II, emise dal concilio di Melfi una bolla di privilegio per la chiesa, allora intitolata ai Santi Pietro e Paolo, dichiarandola libera da ogni giurisdizione vescovile. Lo status di Diocesi Nullius verrà confermata nel 1108 ed, nel 1473 con poteri più ampi, ad opera del papa Sisto IV. Questo privilegio sarà però fortemente contrastato fin dal XVII sec., tanto che agli inizi dell'Ottocento, il vescovo di Conversano, vinse la causa di appello in Napoli e riuscì a trasformare tale prerogativa in un più semplice patronato della casa regrante. In questo clima di indipendenza, unito alla presenza della basilica di S.Nicola di Bari quale feudatario della città (1304-1806), la chiesa matrice ha potuto prosperare ed esprimere la propria cultura; il tutto ben rappresentato dalla sua fabbrica e dalle opere in essa conservate.

La florida economia legata alla produzione ed ai commerci di stoffe per tutto il Regno, il clima salubre e l'elevato livello culturale, attirarono qui figure di rilievo della federazione italiana pre-unitaria, come ad esempio la famiglia bolognese di mons. Celestino Guidotti o il Card. Lorenzo Brancati. La chiesa, in periodo rinascimentale, vede mutare la sua intitolazione in Santa Maria della Colonna, nome che probabilmente la lega alla persenza di una comunità di origine spagnola, uomini d'arme soprattutto, radicata fino alla prima metà del Seicento. Nell'Ottocento si accompagnò la dedica a S. Nicola, già patrono della città, come ringraziamento per una scampata epidemia. L'edificio, che oggi si presenta in forma basilicale a tre navate, evidenzia sulla facciata principale la volontà di edificare, come consueto in epoca normanna, una doppia torre campanaria; solo una, quella di destra, risulta compiuta ed è coronata da una cipolla barocca in calcarenite progettata nel 1765. L'elemento artistico più interessante e studiato, è il portale dell'ingresso principale; questo risulta essere realizzato attorno all'architrave sulla quale è presente l'Annunciazione.
E' definito dagli stipiti e dalla ghiera ogivale con rosoni ed esaltato da un fastigio scultoreo databile alla metà del XIII sec. L'architrave è un elemento essenziale per la statica della porta e nel contempo si fa arte, vi è scolpito il Cristo contornato dai suoi Apostoli con ai lati i titolari della chiesa i santi Pietro e Paolo, che guarda chi entra e benedice l'ingresso. L'insieme persegue l'obiettivo di coronare la gloria del Cristo e della Madonna con l'omaggio di tutto il creato. La coppia di fiere, i leoni che proteggono l'ingresso reggendo l'intero creato tramite due colonne, invitano il fedele a sostare e comprendere il messaggio scolpito indelebilmente nella pietra. Sulla facciata laterale, un tempo dominata dalla figura affrescata di S. Cristoforo, vi è la presenza di un secondo portale detto "dei morti", perchè utilizzata per il transito dei feretri; nell'angolo spicca il bassorilievo circolare di S. Nicola benedicente, originariamente posto a tompagno della porta anzidetta. Il portale laterale è frutto di una stratificazione storica, questo è testimoniato dalla presenza all'interno del profilo ogivale oltre che del dipinto della Vergine attorniata da angeli benedicenti, di stipiti i cui intrecci di tralci scolpiti richiamano legami stilistici con gli ordini monastici. Finestre di forma barocca davano luce all'interno, mentre quelle medievali risultano chiuse e utilizzate come nicchie esterne in cui alloggiare statue di santi. L'edificio fu pensato sul modello delle chiese a cupole in asse, ma in seguito completato con capriate lignee, nascoste nel 1780 da volte in tufo; l'unica cupola realizzata fu per motivi statici ricostruita ed abbassata nel 1776. Ora una semplice lanterna la illumina, nel punto più alto, mentre in precedenza vi erano quattro finestre gotiche, murate ma visibili dall'esterno al centro dei quattro lati dell'incrocio navata-transetto. Molteplici sono i tesori conservati nella fabbrica, tra questi si possono annoverare le sculture di Santa Lucia, S. Nicola, S. Francesco di Paola risalenti al XV sec. e le tele del pittore francavillese Domenico Carella. Elemento di rilievo che da solo val bene la visita della chiesa, è il polittico della Madonna con i Santi attribuita ad Antonio Vivarini.

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